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ORE NOVE, SONNO PROFONDO

TELEFONO
TELEFONO
TELEFONOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!

RANTOLI IN PIEDI
ARRANCHI FINO ALLA CORNETTA

TU: Pronto?
VOCINA BIANCA: Ciao ho mangiato tutto lo yogurt
TU: Eh?
VOCINA BIANCA: Poi ieri sera anche la banana
TU: ...
VOCINA BIANCA: Mi passi la nonna?
TU: Bambina. MI sa che hai sbagliato numero.
VOCINA BIANCA: Gli dici alla nonna che ho mangiato lo yogurt?
TRAMESTIOURLABIANCHEURLAINCAZZATE
VOCE ADULTA: Pronto?
TU: Hm
VOCE ADULTA: Mi scusi tanto, sa. Mia figlia ha la fissazione di giocare col telefono, abbia pazienza.
TU: Ha provato con il bromuro?
VOCE ADULTA: Il bromuro mi ci voleva a me quella sera...


Ho apprezzato la prontezza di spirito, onestamente.
fatamirror: (Default)

"Leggo sui giornali nazionali che Firenze è nel caos."
Toh.
Sa leggere?!? O_o
Chi l'avrebbe mai detto...
E meno male che l'ha letto sui giornali, altrimenti come avrebbe mai potuto accorgersene????

"Certo, nel momento in cui iniziano ad andare di traverso le macchine la città si è bloccata."
Eh già,  sicuro.
Del resto Firenze si blocca per ore anche con un semplice tamponamento. E' tradizione!
Poi ok, il fatto che a oggi, dopo due giorni, gli spalaneve si siano visti sporadicamente solo sui viali principali e che appena giri l'angolo le strade siano piste di pattinaggio, è ininfluente,

"Gli 11 mezzi spalaneve, il sale, tutto quello che serviva a fare è stato tutto fatto."
A parte che sto cercando di capire in che diamine di modo è riuscito a formulare sta frase, ma poi.
Chiudere le scuole no, per esempio? Forse in effetti ci voleva un'intelligenza superiore per elaborare tali geniali strategie...
E 11 spalaneve?!? Per un'intera città???
Il sale??? QUALE sale???
Quello da cucina, mi sa, che l'altro mica ce l'avevano. Del resto perchè comprarlo? Il meteo aveva detto 5 cm di neve, mica 15!!!
Poi oh, sempre sale è. Non stiamo a sottilizzare!

"Da domani - da lunedì - verificheremo come intervenire..."
Sì, ci mancherebbe. Di domenica mica si lavora, non sia mai!!!

"Ai *criticoni* fiorentini dico che il sindaco le critiche se le PIGLIA sempre tutte..."
Ecco.
Siamo pure criticoni. Amen.

"E non è che puoi immaginare che i'sindaco fa i'bellino quando le cose vanno bene..."
Anche perchè fare ibbellino è dura, con quella faccia.
Ma dura. Dura. Dura.

"Credo che abbiamo retto fin troppo bene rispetto a quello che poteva accadere."
In effetti c'è sempre di peggio, eh.
Un pulman di bambini in gita poteva slittare sul ponte e finire in Arno.
Qualcuno dei 10000 alberi caduti poteva prendere in testa una fila di turisti giapponesi invece di abbattere solo le auto in sosta.
E pensa se la gente ferma tutta la notte in autostrada fosse invece entrata in città!!!
E se il Marzocco prendeva vita e sbranava i passanti??????????????????


(Lo voglio morto. Vi prego. Che una palla di neve lo travolga sulla soglia di Palazzo Vecchio. Per pietà...)

CASSANDRA

Oct. 3rd, 2008 09:52 am
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E’ in assoluto la mattinata più di merda che si possa immaginare.

Piove.

I capelli sono afflosciati come un gatto morto e ho due occhiaie che potrei spaventare un bambino.

Non sono riuscita a far colazione perché era tardi e ho già fumato sei sigarette: avverto una *leggera* nausea.

Lo strafigo non c’è.

Terminator sì. *rolls*

E stanotte ho fatto un incubo, anche. Con uno scenario assurdo: la Camera di Commercio (…).

Roh ed io eravamo lì in coda e litigavamo perché io pretendevo di alzare l’età di Bjorn a 40 anni e lei mi rispondeva, serafica: “Fa’ pure quel che vuoi”.

Poi compariva un tipo con un basso da dietro una porta a vetri e lei se ne andava via con lui.

 

L’incubo era essenzialmente che cercavo di individuarla fra la folla delle infinite stanze della Camera di Commercio - che ad un certo punto diventava un cinema multisala (.?.) – e non la trovavo.

E sapevo che non l’avrei mai più trovata.

Quando la sveglia ha suonato non mi sono sentita granchè meglio – stranamente.

Mi sono limitata ad alzarmi senza abbatterla, a fare la doccia, a sfamare la gatta, a portar fuori il cane, vestirmi, prendere il cazzo di autobus sotto un diluvio battente.

La percezione esterna era – ed è tutt’ora – piuttosto ovattata.

Gran brutto segno.

 

Comunque in uffficio ci sono arrivata, ed è già una conquista.

Qui tutto tace.

Ho una pila di lavoro da fare ma suppongo che approfitterò della calma – finchè dura – per continuare la mail del mai più da spedire a L.

Però fa freddo. Sto stramaledicendo la mia fissazione per l’idiota che mi costringe a mettermi minigonne assurde tutte le mattine e ho le dita congelate. A malapena riesco a usare la tastiera.

Il mio problema con l’inverno è essenzialmente quello di non avere in casa un caminetto da accendere. E’ come amare disperatamente qualcuno che non ti ricambia.

Inizio ad avere seria nostalgia del bosco e della nebbia e dell’odore di legna bagnata. E del fuoco nel caminetto, sì. Della sua luce calda.

 

Per farla breve sono depressa.

Depressa paranoica. (la variante paranoica sta nel fatto che *mi sento* succederà qualcosa di terribile prima di mezzogiorno. Cosa non so, ma sarà terribile *rolls*)

Intanto è arrivato il capo, infatti.

Eppure non è abbastanza terribile. Non ancora.

ONIRIKA

Jan. 8th, 2008 11:38 am
fatamirror: (Default)

Quando si dice empatia (o follia)…

Se non trovo un modo più efficace per tener sotto controllo i pigrissimi anticorpi della mia socia credo che impazzirò.

Sogno di stanotte:

Roh è moribonda sul suo letto, con le gatte raggomitolate ai suoi piedi. Dalle radiografie risulta che ha una rana nello stomaco. Come ci sia finita, non è dato di sapere.

Io, che curiosamente ho la sua stessa faccia e il suo stesso corpo, mi spaccio per lei con i suoi genitori e mentre lei agonizza mi metto a litigare con suo padre pretendendo di essere lasciata in pace quando sono al computer e che non si azzardi a rompermi le palle o scappo di casa e appicco il fuoco alla botola…

 

Ora: la presenza della rana credo dipenda dal fatto che ieri sono rimasta basita di fronte al banco gelo della coop, dove erano esposte in bella vista rane spellate e surgelate. Il resto, dipende unicamente dall’ansia che mi viene ogni volta che la piccola sta male. E dal terrore che qualcuno riesca ad interferire con i nostri piani.

Che poi, suo padre mi fa anche tenerezza da qualche tempo. Le minacce erano soltanto un ringhiare dei miei – attacca tu prima di essere attaccato.

 

Dunque la faccenda veramente ansiogena era unicamente il suo malessere. Ad un certo punto del sogno ero concentrata ad elaborare un modo per infilarle la mano nell’esofago e acchiappare sta dannata rana, e la cosa mi appariva perfino vagamente erotica. Ma quando già stavo attrezzandomi per mettere in pratica il mio folle proposito, ecco che arriva sua sorella ad urlarmi che devo scendere a sciacquare i piatti…

 

Ditemi voi se non dovrei farmi curare…

No, perché non è il primo. Ne ho fatti altri eh, di questi sogni allucinati.

E i deliri variavano dal bombardare l’università al trasformarmi in una falena per entrare in casa del suo amico e controllare di persona la situazione al dirottare treni tipo terrorista pazzo al donarle le mie tonsille per un trapianto (sì, un trapianto di tonsille. Non commentate per favore, mi sento già abbastanza idiota di mio…).

 

E sono sole le undici. Di martedì. Martedì, capite?????

Ho bisogno di un porto d’armi. Credo mi farebbe sentire meglio potermi tenere una pistola ben lucidata nel cassetto. Già.

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