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Uffa.

Non trovo un gatto rosso. Non trovo un gatto grigio. Non trovo nessun cazzo di gatto.

Anno scorso che non volevo un gatto il paese dei miei genitori era invaso da decine di cuccioli miagolanti: quest’anno che voglio un gatto sono tutti spariti. Volatilizzati. Nada.

La mia solita sfiga cronica.

Mi ha appena telefonato mia madre per dirmi che l’unica cucciolata che hanno trovato è di numero due gatti neri. Dico: neri!!!  Mi ci manca solo un gatto nero per casa, che di sfiga non ne ho abbastanza…

Poi ok, lo so che è scemo. Che il colore non dovrebbe essere un motivo valido per scartare un gatto. Però insomma, io voglio un gatto rosso checavolo! E l’altro mi serve grigio! E insomma, si abbina con l’arredamento di casa!!!

(…)

Vabbè, mi faccio orrore da sola. Cambio argomento.

Ho ricominciato a rimuginare sul tatuaggio. Da tre giorni, esattamente.

Stavolta lo vorrei nella schiena, giusto sopra la cintola dei jeans a vita bassa. Spostato verso destra. Fra la colonna vertebrale e l’anca, per capirsi.

Decidere il posto esatto mi ha preso quasi sei mesi – non c’è male eh?

Beh, ma è una cosa serissima! Ho anche fatto una prova. Col pennarello nero. Ieri sera alle tre di notte. Sì, credo che quello sia il punto giusto. (^_-)

Se vi state domandando il soggetto, siete personcine poco attente: cosa mai potrebbe essere per me tanto importante da desiderare con tutta l’anima di vederselo inciso addosso da qui all’eternità (okay… diciamo almeno fino a che non mi decompongo)??? Ma una bella rosa dei venti, ovviamenti! Eh, che cavolo di domande fate???^^

Vorrei che fosse una rosa dei venti eccentrica però. Non la solita classica rosa. Qualcosa di “mio”. Volevo mettere al lavoro Sna, che secondo me farebbe una genialata, ma d’altra parte mi piacerebbe riuscire a disegnarla da sola. Insomma, vedremo. Ci penserò bene. Per il momento, la priorità è trovare i soldi.

Già. Quante settimane dovrei mangiare a pane e acqua  per raggranellare cento euro da sputtanare  così? Hm. Devo fare il conto. E devo convincere Ale che pane e acqua valgono la pena, per il mio tatuaggio. Questa temo sarà la cosa più difficile…

Anche perché è arrivato maggio. Il mese che paventavo più di ogni altro: c’è da pagare il bollo della panda, la seconda rata del condominio, il vaccino per Miele + tutta la profilassi anti filaria; e stanno arrivando le dannate zanzare maledettissime e infami! Il che significa: urge procurarsi advantix alla modica cifra di 30 euro per numero 5 fiale. Un salasso.

Però.

Erma mi ha dato da fare delle impaginazioni e degli scontornamenti di immagini, e lui paga bene. Quindi ne approfitto. Poi comunque sono felice, appagata e innamorata. E Roh non è intossicata dai metalli pesanti. Quindi cazzo voglio di più? Va bene così. Eccome!^^

A parte la bronchite che sospetto di avere… ma vabbè, fino a che non stramazzo non voglio considerarla. Sono sempre molto saggia in queste cose, io.

Unico neo: per un po’ la triade si divide. Shin è incasinato con la scuola e sarebbe davvero egoista chiedergli di betarci in questo periodo. Faremo da sole. Per qualche mese. Sperando di riuscirci.

Sarà tristissimo ma vabbè. E’ giusto così. (Hmm…)

Ore 1,40. E devo chiudere, perché il cane mi sta fissando con l’espressione che ha sempre quando si domanda cosa cazzo stia facendo la sua “umana” a quest’ora invece che darle la pappa. E ha anche ragione. Croccantini in arrivo. E goditeli finchè puoi, che poi pane e acqua tocca anche a te.
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Lo sapevo, conoscendomi, che tenere un LJ avrebbe finito per farmi fatica.

Anzi, l’idillio è durato anche troppo per i miei standard.

Okay, lo so. Sono pigra da far paura. Specialmente in primavera.

Ma adesso mi impegno, prometto.

E anzi, visto che Shin mi chiedeva ragguagli sulla mia vita (che in effetti scompaio di continuo…), stamattina ho deciso di mettermi qui con sigaretta e the alla rosa nella speranza di riuscire a buttar giù almeno due righe. Giusto per sentirmi in pace con la coscienza, sì.

 

Dunque. Che dire… (ottimo inizio eh. Forse è pure meglio se vado in piscina e la faccio finita qui…)

Tutto procede normalmente, a parte il fatto che in questo periodo sono funestata da parenti moribondi in ospedale.

E’ iniziata con la nascita di Guglielmo (proposito: ho deciso di chiamarlo Tell. Mio fratello si incazza come un cobra idrofobo ogni volta, ma così impara a mettere ai figli nomi più decenti, checazzo!): sua madre si è presa una megainfezione in sala parto, la quale megainfezione è finita per diventare setticemia.

E’ stata una settimana in terapia intensiva e io già mi vedevo vagare per i parchi con questo bambino in eredità (e non sto a dirvi quanto quest’immagine fosse agghiacciante…), quando finalmente gli antibiotici hanno iniziato a fare effetto e i medici l’hanno dichiarata fuori pericolo.

E vabbè. Passata.

Adesso invece c’è la madre di Ale (la famosa suocera) che ha avuto un infarto, e siamo da capo. Oltre al fatto che mi devo gestire Ale versione crisi isterica, devo anche mettere in conto di tornare di nuovo in ospedale per andare a trovarla.

E io detesto gli ospedali. Detesto gli infarti. Detesto ste situazioni. Che palle.

 

Ma tutto ciò è praticamente niente se rapportato alla tragedia-Rosa-dei-Venti.

Qui la situazione si fa davvero, davvero disperata.

Dopo qualcosa come 160 capitoli (li ha contati Roh, lei è addetta anche a queste cose^^), proprio sul finale, stiamo subendo un vero e proprio ammutinamento.

I personaggi si rifiutano di seguire la trama, in poche parole. Ognuno fa quel che gli pare, e non c’è verso di riportarli in carreggiata.

Se provi a importi, ti guardano truci e minacciano il suicidio come mezzo di ritorsione. Se li prendi con le buone, ti promettono di esser ragionevoli e sul più bello ti fregano. Se ti incazzi, si chiudono in un mutismo ostinato. Se ti disperi, scrollano la testa e alzano le spalle. Insomma, sono ingestibili. Tutti quanti.

Nel mio arem si salva solo David, e sarebbe quasi confortante averlo come alleato se mostrasse almeno la sensibilità di tacere invece di ridere sotto i baffi alle mie spalle.

Ma il colpo di grazia è stato, ieri, il tradimento di Samuel.

Dico:di Samuel!!!!!!!!!

Quasi non riuscivo a crederci che proprio lui mi stesse facendo una cosa simile.

Sono ancora talmente sconvolta che mi verrebbe solo da chiudere tutto e mettermi a piangere.

Ma no, che diamine! Non ho intenzione di farlo! E vaffanculo.

Che mandi pure la sua vita a puttane, io non verserò un sola lacrima per un idiota del genere.

Se non interessa a lui, di raggiungere il suo amato nord, figurati a me. Cazzi suoi.

Okay, non ci crede nessuno.

Mi metto a piangere e festa finita.

Voi fate finta di non conoscermi.

 

Per finire in bellezza la lista delle disgrazie, poi, c’è il fatto che sono stanca. Che rischio di addormentarmi di continuo, anche in posizione verticale. Che mi sento il cervello anestetizzato e il corpo perennemente assopito. E che non ho voglia di fare un cazzo di niente, quando invece sono oberata di cose da fare.

Ecco. Questo è quanto.

Odio la primavera. La odio.

Prima o poi intendo trasferirmi in un luogo molto freddo e molto invernale. Lapponia… Ad allevare renne.

Con un colbacco di pelo in testa. Prima o poi…

 

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