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Scenario solito: ufficio. Ore 11.17.
Due tipi chiusi da un'ora in una stanza con lo strafigo.
Escono.
Passano davanti alla mia stanza per andarsene.
Uno entra tutto pimpante, con cappello osceno tipo borsalino piantato sulla capoccia, mi porge la mano e mi fa: "ah, che noi non ci siamo ancora salutati stamattina!"
E io: "piacere, Sabrina."

Attimo di silenzio.
Lo riconosco, quell'attimo di silenzio.
Mi sto già sentendo male.

Lui si toglie il cappello: "Ma sono sempre io eh!"
Infatti era sempre lui.
Il tizio che staziona qui da un mese. Con il quale ho fatto colazione una mattina su tre. Con il quale ho anche parlato di cani e manguste del deserto...

Io credo, onestamente credo, che un giorno di questi dovrei vedere un bravo neurologo.
Ma davvero.
Sta cosa mi sta preoccupando.

°______°

Dec. 1st, 2008 12:03 pm
fatamirror: (Default)
O_o

Non posso crederci.

...

Cioè. In effetti ancora non mi fido, fino a che non avrò i fogli sottomano...
Però pare che il simpatico tizio analfabeta per cui lavoro - non so sotto l'effetto di quale droga pesante - abbia deciso di rinnovarmi il contratto. E non per altri sei mesi eh.
A tempo INDETERMINATO! O_o
Pare.
Senza neanche pretendere che faccia il full time.
Pare.
Ed ecco. Questo non è da me.
A me non succedono mai ste fortune.
Mi sto preoccupando.
Devo aspettarmi una catastrofica contropartita, secondo voi?
Mi è venuta l'ansia...

...

Che poi, boh: il tipo deve essersi rincoglionito. O è l'arteriosclerosi. O demenza senile. O magari è solo merito di qualche insondabile congiunzione astrale.
( dite che si aspetta che gli faccia un pompino? mi sta sorgendo il dubbio... *rolls*)

Ma insomma... Come io abbia fatto per sei mesi interi a fingere di saper fare la contabilità quando non ho neanche idea di cosa sia un bilancio è già incredibile.
Però che poi anche tutti ci abbiano creduto al punto da rinnovarmi il contratto è ancora più stupefacente.
Non so.
Sono basita.
David dice che è tutto merito suo, comunque (figurati se lui non si prendeva la sua parte di gloria...*rolls*). Che mi ha istruita lui alla simulazione e alla dissimulazione. Che è fiero di me.
Io però ancora non ci credo.
Preferisco.
Che poi mi illudo e inizio a fantasticare su pc rosa e simili amenità... *rolls*


Sta settimana in ogni caso è decisiva.
Se venerdì avrò il contratto significa che l'asse terrestre si è capovolto e quindi aspettatevi cataclismi e nevicate e bufere (sissì, credo che le tormente siano colpa mia, Sam. Mi spiace...)
Se invece venerdì sarò disoccupata o di nuovo precaria, potete anche tranquillizzarvi: il mondo gira nel verso di sempre. Tornerà la primavera. E l'estate. E insomma: potete far progetti!^^
fatamirror: (Default)
 

Sto lentamente riprendendo il controllo della mia vita dopo le due settimane più destabilizzanti degli ultimi cinque anni. Lentamente, però. E questo avverbio mi irrita.

La questione lavoro sta diventando sempre più urgente, come anche quella di slegarmi dalla cazzo di adsl a ore. Non ne posso più di collegarmi, fare incursioni veloci, scollegarmi. E’ snervante. Ma davvero, ora come ora, non sono certa di potermi permettere tutti i mesi il costo di una rata fissa.

Ho preso la pessima abitudine di approfittare della connessione internet di chiunque: a farne le spese sono soprattutto i miei genitori che hanno già minacciato di girarmi le bollette. Seguono nell’ordine Jordan, Gaia, Andrea e perfino la signora di sopra. Mi ha chiesto se potevo dare un’occhiata al suo pc che aveva qualche problema e mentre le scaricavo gli aggiornamenti dell’antivirus ho scritto un intero messaggio a L.

Sto divendo uno schifoso parassita e questo non mi piace.

Quando inizi a chiedere sigarette per strada alla gente che ti sembra abbia una faccia generosa, significa che sei arrivato alla frutta. Ho fumato di tutto nell’ultimo mese: sono stata capace perfino di tollerare le terrificanti MS. E questo la dice lunga. Ora basta.

Di buono c’è che all’orizzonte si intavede la possibilità di un mercato, per il 21. I gaudenti compaesani dei miei genitori hanno deciso di farsi anche loro la leggendaria sagra della castagna. Appena l’ho saputo, mi sono fiondata alla pro loco e pare mi lasceranno mettere un banco di ben 3 metri di fronte al bar, in posizione altamente strategica. Già. Peccato solo che non abbia quasi nulla di pronto da vendere… dovrò darmi da fare in questi 10 giorni, in fretta! Sperando che non piova, nel qual caso temo ci sarà il deserto. Sono ottimista per natura, ma il mio lato realista mi suggerisce che – data la sfiga che mi perseguita – potrebbe in effetti far brutto tempo. Vabbè, dita incrociate e preghiere ad Apollo. E avanti.

Però sto trascurando i vostri LJ. Sto trascurando le fic.

Ho in lista un catalogo di roba che vorrei leggere e non ho tempo. Strappo più ore possibile al sonno, ogni sera, ma poi irrimediabilmente cado in catalessi ad orari indecenti. Quando non cerco lavoro sono in piscina, quando non nuoto sono a stirare, lavare, pulire (non so che mi sia preso, faccio queste cose quasi in maniera compulsiva…), quando non stiro-lavo-pulisco mi occupo del cane (che poverina, ha le sue esigenze) e appena torna Roh si blocca tutto e mi fiondo a scrivere, crollasse il mondo. Le ore passano troppo veloci e non sono mai lunghe abbastanza. Maledizione! 
Ma con la Rosa sto scoprendo cose di me che mai avrei sospettato e sulle quali non riesco a fare a meno di riflettere, anche se vorrei evitarlo… non è una fic, è una psicanalisi. Lo diciamo sempre, noi. E chissà che bestia strana diventerò una volta finita. A volte ho quasi paura di scoprirlo. Eppure la cosa è anche stimolante, nello stesso tempo.

Stimolante e vitale, credo. Più necessaria dell’aria o del cibo o delle sigarette. O dei Queen.

Ed è anche assoluta, ambiziosa, accentratrice: mi succhia tempo ed energie per tutto il resto. L’altra sera Gaia mi ha detto che sono malata, con il suo solito tatto. Bene: mi piace questa malattia! Ci morirei felice, di questa malattia!

Fra l’altro sono le 10 e ho dimenticato di cenare…

 

 

 

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Ieri serata di scazzo. Puro.

Cercando di far digerire foto da 300 pixel ad un ftp moribondo senza adsl.

Cercando di finire quel maledetto volantino, che già sono in ritardo.

Guardandomi la foto di un Luca strafigo (pur con qualche pelo di troppo), parte interessante della serata.

Chiudendo, riavviando, richiudendo, riavviando.

E infine guardando Sna che beve te tibetano, altro momento interessante. ^^

Invidiando Diana solo perché fa la morta sul suo divano.

E cercando di sopravvivere all’astinenza da nicotina, vero incubo.

 

Dopo mezzanotte mi avventuro sulle strade deserte verso il bar della stazione, in cerca di Pall mall. Blu.

Con canide al seguito, come sempre.

Per fortuna è aperto, ma se credevo che finalmente la dea bendata avesse deciso di sorridermi mi sbagliavo.

Tampono una twingo rossa nel tentativo di parcheggiare in uno spazio dove entrerebbe a malapena un motorino.

Esco, controllo il danno: nulla lei (ovviamente!) e paraurti scorticato io (ovviamente!).

Ritengo inutile lasciare il solito j’accuse sul parabrezza e mi dirigo a casa meditando su cosa raccontare ad Ale, stavolta.

Non mi viene in mente nulla di accettabile e decido di tacere. Vilmente, lo so.

Ma diavolo, un po’ di tregua!!!

Stamattina sembra non si sia ancora accorto di nulla. Incrocio le dita.

 

Dormo come un sasso, con cane sulla pancia.

Alle sei sono già al bar che mi tracanno un caffè doppio e mi preparo ad un’altra mattinata terribile.

Con la speranza, sempre, di rivedere l’uomo della mia vita che legge il giornale.

Speranza vana, certo. Ma sempre speranza.

Naturalmente il tipo non dev’essere della mia stessa opinione: no, non sono io la donna della sua vita, perché non si fa vedere neppure oggi.

In compenso rieccoti il vecchino bavoso che vuol sapere ogni particolare della tua vita e ti fissa con gli occhietti perversi. Grandioso!

Sono commossa dalla cura che il mio destino ha di me.

 

Alle undici succede l’apocalisse.

Entra una tipa flippata da far paura, chiede la chiave del bagno, sparisce nel cesso e dopo cinque minuti ne esce in canottiera e mutande esclamando: “Vi amo, vi amo tutti!”

Subbuglio.

Non devo ridere, so che non devo.

Mi abbasso sotto il bancone a fingere di cercare succhi di frutta e sento che potrei svenire da un momento all’altro. Non solo per la tristezza, ma anche per lo schifo che mi fanno tutti quei peli neri che ha sulle gambe e sotto le ascelle e perfino sulla pancia.

Poi mi sento in colpa a pensare ai peli in un momento del genere (ma dico, sta diventando una fissa??!!) e oscillo fra la voglia di ridere e quella di piangere.

Decido che data la situazione è meglio piangere, e resto a guardare muta mentre Stefano e gli altri la riaccompagnano nel cesso cercando di farla rivestire.

Chiara intanto chiama il 118, e fine dello spettacolo.

 

La cosa mi ha lasciato dentro una strana malinconia per tutta la mattina.

Sono stata anche tentata di domandare in quale ospedale la stessero portando, perché diavolo, una non può piombare così nella tua vita e poi sparire senza lasciare nessun segno, nessuna cicatrice.

Ma poi sono un’egoista, penso che già di guai ne ho a sufficienza e addio ragazza pelosa, ti auguro ogni bene ma lasciami stare nel mio piccolo mondo, lascia che ti dimentichi e basta!

Non mi sono mai sentita così stronza. Mai.

Giuro, mai.

fata

fatamirror: (Default)
Malgrado il mal di testa sempre latente oggi pm ho lavorato. Che brava che sono mammamia!!!
Riaggiustata la pubblicità per Morini, spedita a Erma e via.
Eccola, chiaramente rimpicciolita.



I need money now!!!!!!!!
Fata

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