fatamirror: (Default)
Gabriel mi mancava.
Mi mancava come ti manca il sapore del cappuccino quando sei all’estero – quel *giusto* equilibrio fra latte e caffè.
Fra silenzi, e parole.
Passato, presente - e il dondolio incessante dell’altalena.

A volte lo immagino ragazzino, con i capelli più corti sulle spalle.
Magrissimo.
Lo immagino con la testa appoggiata sulle gambe di Ethan, di fronte alla tv, a seguire la partita di football con gli occhi annebbiati di sonno.
Immagino Ethan di fronte allo specchio del bagno. Lui che gli passa il rasoio sul profilo della mascella, concentrato.
Attento.
E le sue dita che gli aggiustano in nodo della cravatta, dopo. Dita sottili, fragili.
Ogni osso in rilievo.
A volte mi chiedo quale infanzia abbia vissuto, fuori dal cerchio di quel luna park un po’ felliniano dove le luci si sbiadivano nella nebbia e lo sferragliare dei treni inghiottiva anche la musica.
Mi chiedo quali tesori tenesse, nella sua scatola di latta.
Quanto dovesse apparirgli immenso, il mondo.

E ogni tanto mi sembro Roh – gli occhi spalancati nel buio e la mente assorta a pensare che forse varrebbe la pena di provare a scriverla davvero, la sua storia.
Ma Gabriel è *Gabriel*, e io so che non lo farò mai.
Il suo passato non è voce – è un sussurro. Non una sequenza ordinata, ma singoli nodi che si intrecciano al presente come maglie di una rete.
Fra una maglia e l’altra c’è solo silenzio.
E a volte sono convinta che Chris sia fondamentale per riempire quei vuoti. Per colmarli di vita.
E’ come se in un certo senso fossero stati legati a lui fin dal principio.
Come la pietra verde.
Un cerchio perfetto – un’unica dimensione.
Penso di non sbagliarmi.

Che poi è anche buffo.
*rolls*
Ieri erano talmente *sconnessi dal mondo*, Gabriel e Chris, che mi hanno ricordato me e Roh su quello scoglio. Quello dove non c’era nessuno, perché era troppo nascosto. E troppo impervio.
Troppo incasinato.
Quindi il *nostro*, ecco.^^
Avrei dovuto saperlo, che se avessi portato Gabriel sarei finita ad ascoltare il rumore dell’acqua in un posto del genere.
David è quasi orripilato… *rolls*
Ma io non sono mai stata tanto fiera di aver creato qualcuno come lo sono di aver creato Gabriel. E va bene così.
David può andare affanculo.^^

FACEBOOK

Apr. 17th, 2009 03:01 pm
fatamirror: (Default)

Voi come utilizzate Facebook?
Io cos )cos )
fatamirror: (Default)
  100 !!!!!!! ^^

fatamirror: (Default)

NON 
NOMINATEMI 
PIU'
CARLOS HERRERA 

FACCIO 
UNA STRAGE!!!!!!!!!

fatamirror: (Default)
Mai fatto un bilancio di fine anno.
Mi sto rincoglionendo, a quanto pare...

Comunque.
Sono in generale piuttosto soddisfatta^^.
Non ho fatto nessuna enorme cazzata (Hm... No, mi pare di no...), non sono caduta in inconsolabile e tremenda depressione, non mi sono presa nessuna malattia mortale (spero) e non ho fatto a botte con nessuno^^.

In più, ho acquisito un nuovo lavoro, un nuovo gatto, un nuovo pc (<3).

Sto leggendo una fic in inglese (applausi, prego, che sono al capitolo 12!!!!! XD), e sto scrivendo una side che procede - stranamente - senza grossi inciampi e discussioni.

ROSA DEI VENTI è finita fra le storie scelte di EFP (non chiedetemi come... *rolls*): abbiamo  75 preferiti e 5350 visite per il prologo.
Che insomma.
Per una original sono parecchie.

DRENCHED va ancora meglio, in rapporto^^. 48 preferiti e 1123 visite!^^
Ed ecco: anche se è impossibile pretendere che TUTTI si facciano vivi, io stramazzo dalla curiosità di conoscere ognuno dei nostri lettori e ringrazio infinitamente tutti quelli che invece hanno commentato^^.

Poi, Roh.
Ma ROh è un bilancio a parte, sarebbe troppo lungo da mettere in un post...

Per il 2009, l'obbiettivo principale è diminuire il numero delle sigarette. Credo. *rolls*
Non molto nobile, ma perdonerete^^.
fatamirror: (Default)
Sono molto fiera di me: sto leggendo Everybody's wounded - lo sto leggendo davvero, senza saltare neanche una riga^^ - e sono al capitolo sei. E insomma... *rolls* Per me è una gran cosa.^^
Poi, mi piace. Ed è raro che una fic mi piaccia così tanto. Ogni volta che succede mi sembra un miracolo.

Il Natale invece sta arrivando nell'indifferenza più totale. Credo sia il primo anno che non mi preoccupo neanche di fare un minuscolo regalo a mia madre.
La sciarpa è a metà. Probabilmente la finirò che sarà già estare *rolls*...
E la sola cosa a cui riesco a pensare è un modo per scampare i pranzi di famiglia - non sia mai che mi rubino qualche preziosa ora di scrittura.*rolls*

Io e Roh siamo al momento impantanate un una side che ci fa litigare praticamente ogni sera.
La più snervante delle storie.
Con Albert. E ho detto tutto *rolls*.
Ma nel frattempo ne stiamo progettando un'altra.
E a volte mi domando se finiremo mai qualcosa prima che una nuova idea arrivi a mescolare le carte...
Credo ci serva disciplina.
Continuità.
E boh. Credo sia il nostro scoglio numero uno, questo. Dovremmo lavorarci su.
Anche se chiaramente, nulla mi fa più fatica al mondo...

Poi ieri sera pensavo a Shin.
E alle coincidenze (sì, Sam era lì vicino... come avete fatto a capirlo?^^)
Perchè è comunque incredibile che Roh ed io ci siamo iscritte all'YSAL ad un giorno di distanza.
Lei dice che è incredibile anche che abbia iniziato - LEI - a fare amicizia con me.
Io trovo sia incredibile che si sia messa a leggere la mia fic - che davvero, è assolutamente fuori dai suoi standard.
Ed è anche incredibile che nello stesso periodo sia arrivato Shin.
Insomma.
E' tutto piuttosto *incredibile*.
Credo che davvero non avrei potuto scrivere con nessun altro che con lei.
E credo che davvero nessun altro al mondo sarebbe stato così *perfetto* per betarci come lo è Shin.

A volte rimango così stupita dal fatto che lui capisca così a fondo quello che scriviamo da dovermelo ripetere in loop almeno cento volte, che lui esiste. Che è reale. Che non me lo sono inventato io in un momento di folle creatività.
E non credo che la realtà mi abbia mai sorpreso come in quest'ultimo anno.
Lo so che continuo a dire le stesse cose...*rolls*
Ma sul serio: per me è INCREDIBILE.
fatamirror: (Default)

Il capitolo è quasi pronto.

E stavolta sono nervosa anche io.

 

Me ne sono accorta ieri sera, quando rileggendolo a mia madre mi sono interrotta perché stavo piangendo. Pensavo avrebbe pianto lei.

Invece eravamo di nuovo io e Samuel. Lui che mi teneva un braccio intorno alla vita e io, al solito, a premere la guancia bagnata sul suo maglione.

 

E non era solo l’angoscia per Bjorn. Neanche da parte sua.

Era qualcosa di altrettanto *totale* ma con un retrogusto più dolce. Come certi tipi di miele, che appena li assaggi pungono la lingua e solo dopo ti accorgi del loro profumo.

Perché non credo che nulla al mondo possa unire due persone nel modo in cui questo capitolo lega me e Micol.

Non è più neanche più una parte di noi: siamo, noi.

E non lei-e-me. Ma proprio *noi*.

Sam direbbe che c’è differenza.

E cazzo. Ha ragione.

 

Lasciare andare quel file è come prendere la valigia e partire. Verso quale meta, neanche lo sai.

Sai solo che siamo io e lei, e che io in qualche modo sento la necessità fortissima di proteggerla. Più ancora di quando va a Torino e io non posso far altro che sperare che qualcuno le tenga la mano mentre attraversa la strada.

E’ una sensazione stranissima.

Perché nello stesso tempo so che non sono davvero io a proteggere lei, ma è lei che protegge me. Da me stessa, credo. Con la sua sola presenza.

 

Ci sono stati anni in cui ho desiderato con tutta me stessa qualcuno capace di entrarmi dentro così a fondo, e di lasciare una ferita.

Tutti sono stati capaci solo di sfiorarmi.

Nessun segno. Nessuna cicatrice.

Eppure io ero una specie di libro ostinatamente aperto che voleva esser letto. E scarabocchiato. E strappato, anche. Qualunque cosa, pur di sentire la presenza di altri esseri dentro di me.

 

Adesso sono un libro chiuso. Da un sacco di tempo.

Le pagine sono state incollate con cura. Ci sono elastici stretti sulla copertina e neppure io riuscirei ad aprirlo più, anche volendo.

Poi arriva lei.

E come cazzo faccia a leggere quelle pagine io davvero son so spiegarmelo.

Però le vede, e le conosce.

E ogni volta che fa scorrere l’indice su una parola lascia segni così profondi nella carta che quando avrà finito di leggere non avrà neanche più fra le mani lo stesso libro che ha iniziato.

Perché quello lo avevo scritto io.

Questo, lo abbiamo scritto insieme.

Con le mie frasi, e i suoi graffi a cancellarle.

Restano solo pause, e silenzi.

 

E Sam mi ripete che è nelle pause che si nasconde il senso.

Che arriva un momento in cui le parole sono superflue. Un momento in cui non c’è bisogno di dire più nulla.

Perché tutto viene sentito direttamente. Senza filtri.

Essenza e basta.

Anche lui l’ha capito adesso.

E io lo guardo stranita, e ancora non ci credo. Però quando Samuel sorride lo fa in maniera così dolce e lieve che alla fine devi convincerti per forza, che esistono anche i miracoli.

Che uno è toccato a te.

E che forse, magari, sei stata così di merda per così tanto tempo che in qualche modo te lo sei pagato.

 

fatamirror: (Default)
Complice l'ufficio deserto, stamattina ho cambiato lavoro.
Sono allo sportello reclami - seduta scompostamente dietro il vetro esibisco l'espressione più scazzata che so fare e fingo di non capire metà delle parole che mi dicono.
Del resto, di fronte a me c'è la fila... E io prendo molto seriamente il mio ruolo...

Il primo è Samuel.
E già questo mi irrita, perchè non si capisce come mai pur essendo leggendariamente pigro da far paura è sempre in prima fila quando si tratta di protestare. Cazzo.
Mi si presenta davanti arruffato come al solito e mi spiaccica contro il vetro una lettera del suo avvocato (l'idiota! ignora del tutto che il suo avvocato sono io!)
Vuole anche che sia Roh a dargli voce quando deve parlare di poesia, che dice che io sono incapace.
E vuole la sua lemon, neanche a dirlo *rolls*...
Gli rivolgo uno sguardo bieco.
E gli ricordo che non è colpa mia se ci ha messo un anno per azzardarsi a baciare il biondo. Che si svegliasse!
Adesso siamo in riscrittura. Non può rompere i coglioni così!

Il secondo è Logan. Elegantissimo, perfettamente pettinato e perfettamente rasato. Perfettamente tutto.
Occhi blu metallizzato che mi si piantano in faccia. Insondabili.
E poi parole scandite in tono neutro. Asettico.
Pretende che acceleriamo i tempi, che lui ha da fare. Non può perdere anni dietro a noi. E poi aggiunge che non sa nemmeno se di questo passo ci arriverà vivo, alla sua comparsa nella fic. Che insomma... qualche stronza sadica gli ha appiccicato addosso un cancro.
E mi guarda negli occhi. In modo da farmi sentire un verme.

Terzo è David.
Ed è terzo solo perchè nel frattempo si è messo a fare lo stupido con un ragazzino e ha perso il posto in fila...*rolls*
Lui invece minaccia direttamente, senza neanche preoccuparsi di esser diplomatico.
Dice che se non lo faccio subito entrare a pieno regime nella storia va e seduce Jude *rolls*. Così dobbiamo scrivere di lui per forza. E nel frattempo fa anche incazzare Toro Seduto, che deve sempre saldare con lui certi conti in sospeso.
Lo mando cordialmente affanculo.
E lui mi assicura che ci rivedremo in tribunale.

Poi vabbè. C'è Mike che pretende di avere almeno qualche neurone aggiunto, Theo che vuole gli decapiti Raven con un machete ben affilato, Carlos che dice lo disegno troppo demente.
L'unico buono buono è Dee, perchè lui è un esserino sensibile.
E' il mio piccolino!^^
E mi chiede solo di proteggere Raven da tutti sti pazzi sangunari... *rolls*
fatamirror: (Default)



Perchè ho trovato sta foto???????
PERCHE'????????????????
Non bastava l'header?????
......................
Fra l'altro ogni volta devo raccattare Sam sotto il tavolo *rolls*


Björn

Sep. 29th, 2008 10:00 pm
fatamirror: (Default)

Pensavo che al mondo non esistesse cosa più erotica della voce di Freddie mentre dice: “I still love you”. Sussurrato. Appena. In quel modo.

Beh. Mi mancava la voce di Roh che dice il nome di Björn in loop. E poi ride.

 

Dire Björn è come baciare.

Le labbra fanno lo stesso movimento, e la lingua resta morbida. E la O è quasi un sospiro.

Non credo esista nome più *perfetto*.

Il SUO nome. Con la SUA voce.

Voi non avete idea.

Sam ed io siamo in apnea da oggi pomeriggio. Forse in effetti siamo morti e neppure ce ne siamo resi conto *rolls*…

A volte lui piange ed io rido. O a volte lui ride ed io piango. Spesso, piangiamo insieme (a me piace troppo piangere con la faccia affondata nel suo maglione, e immaginare il suo odore).

E poi lui mi prega – mi scongiura – di riascoltare.

E io rimetto da capo.

Ed è così da circa sei ore *rolls*

 

Se poi pensate che io sia pazza, avete anche ragione.

Però mi dispiace per voi, già, perché significa che non avere neanche un barlume di idea di cosa possa diventare un nome detto nella maniera giusta dalla voce giusta nel momento giusto.
fatamirror: (conogliodepresso)

Questo è un post che mi ero riproposta di non fare.
Non so spiegarmi quindi perché invece adesso sto qui a scriverlo. Probabilmente neanche riuscirò a dire quello che desidererei. E fra l’altro, non ho nessuna voglia di impegnarmici.
Però...

Però stanotte non riuscivo a dormire. Forse ero scazzata perché la prospettiva di oggi è di sentire Micol solo per dieci secondi.
Forse ero preoccupata per il suo dente.
Forse semplicemente non avevo nessunissima voglia di tornare al lavoro, stamattina.
Fatto sta che mi sono messa in terrazza, seduta per terra. Con la gatta che mi addentava il pigiama e il cane che mi osservava preoccupato (si preoccupa sempre quando mi vede vagare di notte, deve sembrargli una cosa contro natura credo…).
E pensavo.

No, non a dilemmi metafisici né a nobili questioni esistenziali. (...)
Però ecco, potrei dire che il tentativo era quello di tracciare un quadro psicosociologico delle persone che mi leggono. E di capire, possibilmente.

Ho bisogno di capire come funzioni la testa della gente. Di farmene un’idea se non esauriente almeno indicativa, in maniera da non sentire più questo senso di estraneità e di amarezza ogni volta che le reazioni degli altri mi prendono in contropiede. La parte di David che abita in me ha necessità di esercitare un certo controllo sulla realtà circostante per mantenere stabile il proprio equilibrio. E di star male per gli altri proprio non ne ho voglia.

Con questo, non mi è successo niente di irreparabile.
Ho semplicemente pubblicato il nuovo capitolo della Rosa. Con una nota iniziale, però, che io e Micol ci sentivamo di dover fare.
Una nota in cui si spiega quello che quasi nessuno aveva capito: cioè che la vittima degli abusi è stato Bjorn, e non Vivian. Seguita da un capitolo intero incentrato su di lui, che ormai sappiamo essere altamente impopolare.
Ora.
Non era MAI successo che dopo un centinaio di visite quasi nessuno avesse commentato. MAI.
E probabilmente sarebbe stato più saggio convincersi che si tratti di un caso: alla fine può capitare, che non ci siano feedback. Capita, per svariate ragioni. Non sono neanche il tipo che si fa particolari problemi per questo, onestamente. Anzi.
Solo che stavolta la coincidenza è troppo evidente: far finta di nulla sarebbe assurdo.
Si scrive anche per tentare di capire se stessi e gli altri, alla fine. Per farsi domande e darsi risposte. Per attivare il cervello, in qualche modo.
Così era logico che Micol ed io ci interrogassimo sul perché di questa reazione.

Il capitolo faceva oggettivamente schifo e nessuno se la sente di dircelo?
L’intolleranza verso personaggi (Samuel e Bjorn) che così poco rispondono ai canoni comuni delle ff e dello yaoi ha raggiunto un livello di rottura?
Oppure il vero problema sta nella nota iniziale?
Come dicevo, la coincidenza è troppo evidente per non richiamare l’attenzione.

A noi pareva di essere state chiare: abbiamo disseminato i capitoli precedenti di indizi che avrebbero dovuto portare il lettore a supporre che la vittima delle violenze fosse Bjorn.
Però è anche vero che erano piccoli indizi.
Suggerimenti sussurrati quasi sottovoce, nella maggior parte dei casi. Nascosti fra le righe.
Immagino che fosse necessario leggere i capitoli con una certa attenzione per non perderseli.
E si sa. La lettura su web è di per sé dispersiva.
Capita spessissimo che sfuggano passaggi importanti. Nulla di male.
Né io né Roh intendevamo fare una colpa ai nostri lettori. Né insinuare che fossero deficienti, ci mancherebbe.
Però dovevamo chiarire, proprio per rispetto del nostro personaggio. Intorno al quale, fra l’altro, la Rosa si  struttura.
Fraintendere lui – o non comprenderlo completamente – avrebbe significato perdere il senso della fic.
Ed era giunto il momento di parlare chiaramente.

Mi domando quindi come sia stato interpretato questo nostro intervento.
Voglio dire: si sono sentiti trattati da idioti?
Hanno pensato che li rimproverassimo?
Erano così affascinati dall’idea di un Vivian-vittima-di-abusi da non accettare che in realtà la vittima sia stata suo fratello?
Sono rimasti sconvolti e non sanno elaborare il nuovo quadro che gli si propone?
Vorrebbero dirci che questo sviluppo non piace e non sanno come dirlo?
La lista delle domande sarebbe infinita.

Il problema è che non ci sono risposte, perché non ci sono feedback. A parte Sam e l'altro ragazzino, Arimor, tutti quanti tacciono.
Ed ecco. Fatico a capire come si possa tirarsi fuori così da un confronto non appena si è chiamati ad esprimersi ad un livello più personale. A mettersi in gioco.

E’ inutile minimizzare: sono delusa. Molto.
La Rosa è qualcosa di più di una lemon (e il fatto che le visite per il capitolo della lemon sono notevolmente più numerose di tutti gli altri capitoli fa riflettere), ed è qualcosa di più di una fiction yaoi.
Lo abbiamo detto da subito.
Se sia scritta bene o male non so giudicarlo, ma so che il nostro obiettivo non è mai stato quello di chiuderci negli standard spesso piuttosto superficiali di una fiction. Né tanto meno di una yaoi, che io tendo a non sopportare se fine a se stessa.
E non è neppure che l’abbiamo scritta con l’aspettativa di far riflettere i lettori o con chissà quali nobili intenzioni. Semplicemente, è nata così: impegnativa.
Sia da scrivere che da leggere.
Ha richiesto a noi di metterci in gioco totalmente e credo richieda al lettore la stessa disponibilità.
Alla fine, se letta con un certo atteggiamento, sono sicura che sappia dare spunti di riflessione. Che sia capace di lasciare un segno più profondo di quello che lascerebbe una storia pensata solo per intrattenimento.
Ed è comunque un dono.
Raro, e sofferto.
Che abbiamo fatto a noi stesse e che facciamo a chi si sente di accettarlo.
Per questo sono delusa. Perché quando il dono richiede di mettere in discussione le proprie convinzioni, sembra quasi che tutti spariscano. Che faccia fatica. Che insomma: pensare e interagire e dialogare siano cose di cui si fa volentieri a meno.

Non so cosa aspettarmi dalle prossime pubblicazioni.
Immagino che tutti torneranno a farsi vivi quando rientrerà in scena Carlos con il suo teatrino da ff yaoi.
Perfettamente comprensibile senza alcuno sforzo.
Perfettamente rispondente alle aspettative.
Perfettamente adeguato al target.
Adatto per farti passare un quarto d’ora piacevole e per scivolarti addosso senza lasciarti grandi vuoti.
Niente domande impegnative, niente prospettive destabilizzanti.
Niente ragionamenti.
Niente.

Per chi scrive, questo è frustrante. Non solo: è irritante.
E sì, anche doloroso.
Probabilmente se fossi da sola sarei tentata di lasciar perdere tutto. Cancellare i files e vaffanculo.
Quello che scongiura una tale possibilità è il fatto che c’è Micol.
Che prima di tutto scriviamo per noi. Per conoscerci, per capirci.
E per dare a noi stesse per prime la possibilità di aprire i nostri orizzonti.

Detto ciò, ripeto: non voglio sembrare una ragazzina viziata che fa i capricci se gli altri la ignorano.
Vorrei solo capire.
Vorrei che gli altri avessero le palle di dire quello che pensano, in bene o in male. Vorrei continuare ad aver stima di loro insomma, e ad illudermi che non basti così poco per chiudere la bocca alla gente.
E non è neanche questione della Rosa in sè.
E' proprio che certe reazioni, a qualunque evento siano legate, mi lasciano l'amaro in bocca.
Poi boh, staremo a vedere.
Spero di ricredermi.
Per adesso però sono allibita, incredula, demotivata, delusa, schifata e anche piuttosto incazzata.
Amen.

BRIOCHES

Aug. 25th, 2008 01:31 am
fatamirror: (Default)
 

Hm.

Giornata del cazzo.

Inconcludente. Sfiancante. Allucinogena.

Continue sensazioni di intabilità e sentori di catastrofe imminente.

Pacchetto di sigarette finito alle cinque.

Però sono più ostinata di un mulo, ed esser fiera della mia ostinazione mi appaga quanto basta per tener buono almeno il mio egocentrismo ferito.

Comunque ho deciso che domani non vado a lavorare. E vaffanculo.

 

Mossa da atroce nostalgia, mi sono messa a cercare di finire la scena di David e Samuel.

Iniziata alle tre. Finita adesso.

Un rigo e scarabocchiavo. Un rigo e giocavo col cane. Un rigo e addentavo pesche. Un rigo e chiacchieravo. Deve esser venuta fuori la cosa più sconnessa che abbia mai scritto.

Fra l’altro, verso le dieci, credo di aver iniziato ad accusare un certo nervosismo perché infatti i due idioti si sono messi a litigare.

Ovviamente la litigata non era in programma, per nulla. E ha minacciato di crearmi un problemino non da poco visto che la scena va incastrata fra altre già scritte e non può – non deve -  cambiarne la trama.

David se n’è uscito di nuovo con sta menata che Megan gli ha messo in testa (e boh, inizio anche a preoccuparmi seriamente, che la faccenda sembra averlo scosso davvero a fondo…) mentre Samuel sembrava il tipo delle brioches.

Presente?

Quello che va in un bar e chiede cappiccino e brioche.

Il barista gli dice che le brioche sono finite e lui risponde: vabbè, allora caffè e brioche.

Il barista gli ribadisce che le brioche sono finite e lui insiste: okay, mi dia the e brioche.

Un delirio.

La litigata più surreale della fic.

E la cosa buffa è che la scena finisce con lui che chiede altre brioches.

Non ho mai amato tanto come stasera la capacità di David di accusare colpi. Perché davvero. L’ultima brioche se la poteva risparmiare, l’idiota!

 

Comunque. Adesso sono le una e mezza e forse è il caso che vada a dormire.

Mi ci metterò domani, a trovare una chiusura degna di tanto delirio.

Fra l’altro mi è pure venuta voglia di cappuccino e brioche.

Quindi sarà meglio che stacchi.

400 calorie sarebbero un colpo mortale per la mia ostinazione…

MENATE

Jul. 25th, 2008 12:08 pm
fatamirror: (Default)

 

Ufficio.

Ufficio deserto.

Niente strafigo, niente barbie-magica-acconciatura, niente capo semianalfabeta.

Solo io, il condizionatore e il computer.

Sembrerebbe una situazione idilliaca se non mi stessi addormentando sulla tastiera…

La verità è che ho un sonno indicibile. Che non riesco a recuperare questa stanchezza strana che mi tiro dietro da settimane, ormai. E che naturalmente, non ho nessunissima voglia di trovarmi qui.

Ale sta già facendo progetti per una vacanza che stavolta ESIGE dal momento che anno scorso ho abilmente glissato e dal momento che dice di essere stressato e di aver bisogno vitale di uno stacco.

Lo capisco.

Forse alla fine di uno stacco ho bisogno anche io…

Mi sento intontita, rallentata. Mentalmente confusa. Come se il mio cervello avesse fatto il pieno e stesse rifiutandosi di funzionare. Poi, sto caldo non aiuta. E’ come vivere in una sauna, a volte mi sembra di non riuscire neppure a respirare.

Ma ho voglia di scrivere. Una voglia pazzesca. Talmente tanta che mi ostino ad ignorare il fatto che probabilmente non rendo come potrei e che i pov dei miei personaggi, ultimamente, sembrano i deliri allucinati di poveri folli. David per primo.

Quando sono più stanca Samuel – che è un esserino discreto – si chiude nelle sue paranoie e diventa taciturno: invece lui tende a prendere il sopravvento. Si scatena. Diventa ingestibile, ammorba gli altri personaggi con i suoi capricci, tratta male tutti, mi deprime perfino Vivian. Insomma, è un flagello.

E rischia di fare danni incalcolabili in un momento nel quale di danni proprio non abbiamo bisogno: siamo alla fine della fic. Ed ecco, ci terremmo a chiudere l’avventura in maniera abbastanza equilibrata…

Poi, c’è il fattore Bjorn. Da non sottovalutare

Ieri per esempio ero in crisi, Roh si è dovuta sorbire un’ora buona delle mie peggiori paranoie. Meno male che lei è stoica almeno lui… Questo mi evita la fucilazione, suppongo, ma non i sensi di colpa *rolls*

Il problema è che forse ha ragione lei: la mia passione viscerale per il biondo sconfina nell’irrazionalità. Ed è sempre stato così, fin dall’inizio. Perché obiettivamente non c’è una spiegazione logica ai vuoti che mi scava nello stomaco ogni volta che si muove.

Voglio dire: lui pulisce la cucina e io e Sam ci troviamo a dover gestire una cascata di brividi che ci piovono addosso da chissà dove. Solo perché io mi immagino le sue mani e di conseguenza lui le vede. E già lui è emotivo di suo, poi se invece che puntargli la solita pistola alla tempia mi metto anche a dargli spago finisce che sveniamo insieme. Cazzo.

Eppure, non è solo questo.

E’ inutile, non è solo questo.

E’ anche che per quanto mi sforzi di considerare la faccenda il più obiettivamente possibile non posso fare a meno di pensare che lui sia un personaggio stupendo. Profondissimo. Stratificato.

Conoscerlo è come compiere una discesa lenta nel fondo dell’emotività e dell’incubo.

Conoscerlo è conoscersi.

E non capisco come il fatto di intravedere simili abissi possa non attrarre qualcuno. Possa lasciare indifferenti. Possa non dare le vertigini.

Boh. Forse sarò strana io…

Forse è una mia fissa quella di amare i personaggi complessi ed è una mia manifestazione di follia quella di ostinarmi a restare incantata da superfici calme che nascondono lo scatenarsi di terribili tempeste…

Però davvero, non capisco.

E comunque vi è andata bene, non posso più ammorbarvi. E’ arrivata or ora barbie-magica-acconciatura *rolls*, quindi sarà il caso che la pianti di farmi i cazzi miei… Che palle, mi devo anche mettere a lavorare!!!!!!!!

Come se non avessi già abbastanza menate di mio!

fatamirror: (Default)
Sono fortemente imbarazzata per Samuel.
Fortemente.
Ho passato l'ultima settimana puntandogli alla tempia una vecchia colt da sceriffo - perfettamente funzionante - ed ero piuttosto fiera di come si stava comportando...
Beh, pare che io sia stata troppo ottimista. -_____-
L'idiota è idiota e idiota rimarrà fino alla morte.

E il peggio è che non posso neanche picchiarlo: gli voglio bene! 
L'aveva detto Sna che di certa gente bisogna diffidare appena dà i primi segni di ukosità!
Cazzo.

...


Scusate, a voi fregherà il giusto ma oh, questo è il mio LJ e ci scrivo quello che mi pare!^^
fatamirror: (Default)

 

Uffa.

Non trovo un gatto rosso. Non trovo un gatto grigio. Non trovo nessun cazzo di gatto.

Anno scorso che non volevo un gatto il paese dei miei genitori era invaso da decine di cuccioli miagolanti: quest’anno che voglio un gatto sono tutti spariti. Volatilizzati. Nada.

La mia solita sfiga cronica.

Mi ha appena telefonato mia madre per dirmi che l’unica cucciolata che hanno trovato è di numero due gatti neri. Dico: neri!!!  Mi ci manca solo un gatto nero per casa, che di sfiga non ne ho abbastanza…

Poi ok, lo so che è scemo. Che il colore non dovrebbe essere un motivo valido per scartare un gatto. Però insomma, io voglio un gatto rosso checavolo! E l’altro mi serve grigio! E insomma, si abbina con l’arredamento di casa!!!

(…)

Vabbè, mi faccio orrore da sola. Cambio argomento.

Ho ricominciato a rimuginare sul tatuaggio. Da tre giorni, esattamente.

Stavolta lo vorrei nella schiena, giusto sopra la cintola dei jeans a vita bassa. Spostato verso destra. Fra la colonna vertebrale e l’anca, per capirsi.

Decidere il posto esatto mi ha preso quasi sei mesi – non c’è male eh?

Beh, ma è una cosa serissima! Ho anche fatto una prova. Col pennarello nero. Ieri sera alle tre di notte. Sì, credo che quello sia il punto giusto. (^_-)

Se vi state domandando il soggetto, siete personcine poco attente: cosa mai potrebbe essere per me tanto importante da desiderare con tutta l’anima di vederselo inciso addosso da qui all’eternità (okay… diciamo almeno fino a che non mi decompongo)??? Ma una bella rosa dei venti, ovviamenti! Eh, che cavolo di domande fate???^^

Vorrei che fosse una rosa dei venti eccentrica però. Non la solita classica rosa. Qualcosa di “mio”. Volevo mettere al lavoro Sna, che secondo me farebbe una genialata, ma d’altra parte mi piacerebbe riuscire a disegnarla da sola. Insomma, vedremo. Ci penserò bene. Per il momento, la priorità è trovare i soldi.

Già. Quante settimane dovrei mangiare a pane e acqua  per raggranellare cento euro da sputtanare  così? Hm. Devo fare il conto. E devo convincere Ale che pane e acqua valgono la pena, per il mio tatuaggio. Questa temo sarà la cosa più difficile…

Anche perché è arrivato maggio. Il mese che paventavo più di ogni altro: c’è da pagare il bollo della panda, la seconda rata del condominio, il vaccino per Miele + tutta la profilassi anti filaria; e stanno arrivando le dannate zanzare maledettissime e infami! Il che significa: urge procurarsi advantix alla modica cifra di 30 euro per numero 5 fiale. Un salasso.

Però.

Erma mi ha dato da fare delle impaginazioni e degli scontornamenti di immagini, e lui paga bene. Quindi ne approfitto. Poi comunque sono felice, appagata e innamorata. E Roh non è intossicata dai metalli pesanti. Quindi cazzo voglio di più? Va bene così. Eccome!^^

A parte la bronchite che sospetto di avere… ma vabbè, fino a che non stramazzo non voglio considerarla. Sono sempre molto saggia in queste cose, io.

Unico neo: per un po’ la triade si divide. Shin è incasinato con la scuola e sarebbe davvero egoista chiedergli di betarci in questo periodo. Faremo da sole. Per qualche mese. Sperando di riuscirci.

Sarà tristissimo ma vabbè. E’ giusto così. (Hmm…)

Ore 1,40. E devo chiudere, perché il cane mi sta fissando con l’espressione che ha sempre quando si domanda cosa cazzo stia facendo la sua “umana” a quest’ora invece che darle la pappa. E ha anche ragione. Croccantini in arrivo. E goditeli finchè puoi, che poi pane e acqua tocca anche a te.
fatamirror: (Default)

Lo sapevo, conoscendomi, che tenere un LJ avrebbe finito per farmi fatica.

Anzi, l’idillio è durato anche troppo per i miei standard.

Okay, lo so. Sono pigra da far paura. Specialmente in primavera.

Ma adesso mi impegno, prometto.

E anzi, visto che Shin mi chiedeva ragguagli sulla mia vita (che in effetti scompaio di continuo…), stamattina ho deciso di mettermi qui con sigaretta e the alla rosa nella speranza di riuscire a buttar giù almeno due righe. Giusto per sentirmi in pace con la coscienza, sì.

 

Dunque. Che dire… (ottimo inizio eh. Forse è pure meglio se vado in piscina e la faccio finita qui…)

Tutto procede normalmente, a parte il fatto che in questo periodo sono funestata da parenti moribondi in ospedale.

E’ iniziata con la nascita di Guglielmo (proposito: ho deciso di chiamarlo Tell. Mio fratello si incazza come un cobra idrofobo ogni volta, ma così impara a mettere ai figli nomi più decenti, checazzo!): sua madre si è presa una megainfezione in sala parto, la quale megainfezione è finita per diventare setticemia.

E’ stata una settimana in terapia intensiva e io già mi vedevo vagare per i parchi con questo bambino in eredità (e non sto a dirvi quanto quest’immagine fosse agghiacciante…), quando finalmente gli antibiotici hanno iniziato a fare effetto e i medici l’hanno dichiarata fuori pericolo.

E vabbè. Passata.

Adesso invece c’è la madre di Ale (la famosa suocera) che ha avuto un infarto, e siamo da capo. Oltre al fatto che mi devo gestire Ale versione crisi isterica, devo anche mettere in conto di tornare di nuovo in ospedale per andare a trovarla.

E io detesto gli ospedali. Detesto gli infarti. Detesto ste situazioni. Che palle.

 

Ma tutto ciò è praticamente niente se rapportato alla tragedia-Rosa-dei-Venti.

Qui la situazione si fa davvero, davvero disperata.

Dopo qualcosa come 160 capitoli (li ha contati Roh, lei è addetta anche a queste cose^^), proprio sul finale, stiamo subendo un vero e proprio ammutinamento.

I personaggi si rifiutano di seguire la trama, in poche parole. Ognuno fa quel che gli pare, e non c’è verso di riportarli in carreggiata.

Se provi a importi, ti guardano truci e minacciano il suicidio come mezzo di ritorsione. Se li prendi con le buone, ti promettono di esser ragionevoli e sul più bello ti fregano. Se ti incazzi, si chiudono in un mutismo ostinato. Se ti disperi, scrollano la testa e alzano le spalle. Insomma, sono ingestibili. Tutti quanti.

Nel mio arem si salva solo David, e sarebbe quasi confortante averlo come alleato se mostrasse almeno la sensibilità di tacere invece di ridere sotto i baffi alle mie spalle.

Ma il colpo di grazia è stato, ieri, il tradimento di Samuel.

Dico:di Samuel!!!!!!!!!

Quasi non riuscivo a crederci che proprio lui mi stesse facendo una cosa simile.

Sono ancora talmente sconvolta che mi verrebbe solo da chiudere tutto e mettermi a piangere.

Ma no, che diamine! Non ho intenzione di farlo! E vaffanculo.

Che mandi pure la sua vita a puttane, io non verserò un sola lacrima per un idiota del genere.

Se non interessa a lui, di raggiungere il suo amato nord, figurati a me. Cazzi suoi.

Okay, non ci crede nessuno.

Mi metto a piangere e festa finita.

Voi fate finta di non conoscermi.

 

Per finire in bellezza la lista delle disgrazie, poi, c’è il fatto che sono stanca. Che rischio di addormentarmi di continuo, anche in posizione verticale. Che mi sento il cervello anestetizzato e il corpo perennemente assopito. E che non ho voglia di fare un cazzo di niente, quando invece sono oberata di cose da fare.

Ecco. Questo è quanto.

Odio la primavera. La odio.

Prima o poi intendo trasferirmi in un luogo molto freddo e molto invernale. Lapponia… Ad allevare renne.

Con un colbacco di pelo in testa. Prima o poi…

 

DELIRUIM

Dec. 7th, 2007 07:02 pm
fatamirror: (Default)
Scenetta:
Mattina.
Fata si sveglia, sbadiglia, si toglie il cane da sopra la pancia e si volta per incrociare lo sguardo con quello decisamente truce dell'essere con cui divide il letto.
"Ciao!"
"Hm."
"Beh?"
"Hm?"
"Cazzo hai da fissarmi in quel modo? Successo qualcosa?"
Silenzio. Poi:
"Chi sarebbe Teo?"
"Chi?"
"Teo. Stanotte dicevi "Teo"" (maledizione a parlare nel sonno, ma non c'è una cura che voi sappiate???)
"Ah!  Theo!"
"Teo o Theo è uguale. Chi diamine sarebbe?"
"Ma nulla, è un personaggio della Rosa. Ora che ci penso, in effetti l'ho sognato..."
"Dì, mi prendi per idiota? Non c'è nessun Teo nella tua cazzo di storia!"
"Theo!"
"Non c'è neppure un Theo, se è per questo!"
"Ma sì che c'è, da poco! Non ho fatto in tempo a raccontartelo..."
"Devo chiedere alla piccola?  No, perchè non mi fido mica per nulla, che credi!"
"Ma la fai finita?"
"E poi guarda, se anche fosse vero non è per nulla normale, sai?"
"Se lo dici tu..."
"No, per nulla. Che sognavi di sto tizio?"
"Ma che ti frega! Non me lo ricordo neppure!"
"Seee, figurati se non te lo ricordi! Allora?"
"Ma che cazzo ne so, lasciami in pace!"
"..."
"..."
"Sospiravi."
"Eh?"
"SOSPIRAVI!"
"Vabbè, e se anche fosse? Ma tu non dormi mai la notte?"
"Non quando fai un tale casino!"
"Beh, e perchè non mi hai svegliata allora?"
"Volevo sentire che dicevi. Non si sa mai cosa combini tu!"
"Ma cosa vuoi che combino! Sei paranoico parecchio, sai?"
"Simnt sr bllsm..."
"EH????"
"Ho detto: sicuramente sarà bellissimo come tutti i vostri cazzo di personaggi!"
"E allora?"
"Allora non è realistico!"
"E chi vuole che sia realistico, scusa? Poi ieri io volevo anche farlo, il personaggio bruttino, e fra un pò rompevamo la società!"
"Almeno non avremmo avuto da pagare sto sproposito di telefono!"
"Senti, è colpa mia se non si decidono a rimettere l'adsl?"
"..."
"..."
"..."
"Cazzo fai ora?"
"Apro il computer!"
"E perchè?"
"Voglio vedere se è vero che sto Theo è un personaggio."
"Ah, ma sei fissato, allora!"
"Dove sta?"
"Dentro documenti"
"Poi?"
"Rosa... ma vaffanculo, mi devi credere sulla parola cazzo!"
"Scordatelo!"
"..."
"..."
"Trovato?"
"Hm."
"Visto?"
"Hm."
"Ti sfotterò per mesi adesso, lo sai?"
"Comunque non mi piace. Come mai ha l'occhio nero?"
"Trucco."
"Non è il mio tipo."
"Non dev'essere il tuo tipo infatti!"
"Io sono più bello."
"Va bene, come vuoi"
"..."
*rolling eyes*

Mah.

Nov. 9th, 2007 05:11 pm
fatamirror: (Default)
Beh... erano troppe ore che non piangevo, in effetti.
Già.
Però la crisi che mi è presa oggi era diversa, strana. Violenta.
Non riuscivo in nessun modo a smettere di piangere, continuavo a singhiozzare come una scema e più mi sentivo idiota più mi veniva da affogarci, nelle lacrime.

Poi mi calmavo un secondo, cercavo di respirare. Di tranquillizzare il cane che mi guardava tutta preoccupata e mi leccava le mani. Di pensare ad altro, di staccare la spina.
Ma subito mi appariva tipo miraggio il viso del biondo, caldo di fuoco, con le sopracciglia leggermente aggrottate e quei suoi occhi inconcepibili... e giù, a piangere disperata!

Sono idiota. Lo so. Ma quando si tratta di Samuel mi immedesimo talmente in lui che dimentico perfino i confini della mia anima. Forse perchè alla fine è il personaggio che mi somiglia maggiormente. O forse perchè è così dolce che mi fa tenerezza qualunque cosa dica o faccia. O forse semplicemente perchè del biondo malefico sono cotta anche io, più di lui. Non so.

Solo che mi toglie il fiato ogni volta che mi guarda, anche di sfuggita. Se poi mi parla vado in estasi. E se mi accarezza muoio, letteralmente muoio. E la sadica mi centellina ogni suo movimento neanche fosse oro prezioso.
Sna mi sfotterà a vita, già lo so... Ma cazzo posso farci, solo pensare alle sue spalle mi manda in orbita!
Boh. C'è di che stare allegri...

Mi sento così idiota che mi rimetterei a piangere.
fatamirror: (Default)

AAAARRRRRRGGGGGGHHHHHH !!!!!!!!!!!!!


...

Scusate, o mi sfogo così o lo violento, stasera!

Non fosse tanto tenero e dolce… >_<

Dannati uke!

???

Oct. 17th, 2007 07:24 pm
fatamirror: (Default)


Problema:

che vuol dire quando inventi un bel seme, gli fornisci tutto l’armamentario adatto (spalle larghe, fisico possente, un ukino biondo e disponibile, un’ottima posizione sociale e un certo potere economico ecc ecc) gli inventi un ruolo, una storia, un futuro denso di soddisfazioni maschie… e il tipo inizia a farfugliarti strani discorsi, a perder la testa per un vichingo pieno di muscoli, a cercare protezione e coccole e alla fine, udite udite: quasi non ti traumatizza il suo uke chiedendogli di fotterlo?????

Sono seriamente preoccupata.

E non ridete, maledetti!

 

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